La "Malattia mentale"
Quando si parla di “malattia mentale”, ci si riferisce di solito ad un particolare disturbo mentale, o meglio ad un gruppo di disturbi mentali noti come sindromi schizofreniche.
Schizofrenia è un termine infelice, in quanto raggruppa disturbi che hanno probabilmente cause e decorso diversi ed, inoltre, il significato della parola, in greco antico, è “animo diviso”, mentre, in realtà, le contraddizioni e i contrasti interni nella schizofrenia sono poco importanti.
La schizofrenia è caratterizzata dalla presenza di alcuni dei sintomi che sono stati chiamati prima “psicotici”.
E’ un disturbo meno frequente di quelli depressivi e ansiosi, ma non è raro: si stima che circa l’1% della popolazione possa andare incontro nel corso del sua vita ad un episodio di tipo schizofrenico e che attualmente in Italia soffrano di schizofrenia almeno 150.000 persone.
Può iniziare con clamorose manifestazioni di comportamenti stravaganti, accompagnati da deliri e da allucinazioni, ma spesso, nei più giovani, l’inizio è lento ed è preceduto da un periodo di progressiva chiusura in se stessi e di peggioramento del rendimento scolastico o lavorativo.
Si tratta del disturbo mentale che più può fare paura e suscitare diffidenza. La paura e la diffidenza sono umanamente comprensibili, ma solo in piccola parte giustificate.
E’ infatti utile sapere che gli studi condotti fino ad oggi dimostrano che:
- se si interviene precocemente, non appena il disturbo si è manifestato (il disturbo comincia di solito in adolescenza e in gioventù), si riesce a far sì che la persona possa riprendere una vita normale o quasi normale;
- i deliri e le allucinazioni possono essere spesso eliminati o tenuti sotto controllo con i trattamenti farmacologici; talvolta la persona stessa può imparare a fronteggiarli con opportune strategie chiamate in gergo “strategie di coping”. Avete visto il bel film A beautiful mind? Se no, vi consigliamo di vederlo. E’ la storia di un premio Nobel che si ammala di schizofrenia dopo aver fatto degli studi brillanti in gioventù e che a poco a poco, con l’aiuto della moglie, impara a convivere con il disturbo, impara per così dire ad autogestirlo, impedendo a se stesso di rovinare la propria vita e quella di chi gli sta accanto;
- i sintomi negativi come chiusura, perdita di energia, perdita di motivazione possono essere alleviati aiutando la persona che ne soffre a definire obiettivi realistici di vita e a raggiungerli, insegnandole e reinsegnandole abilità social e metodi di soluzione dei problemi;
- i familiari o gli amici del malato possono diventare alleati nella cura se aiutati con programmi specifici a migliorare le capacità di comunicazione e di risoluzione comune dei problemi e ad individuare, insieme a chi soffre del disturbo, quali siano i segni che possono precedere una crisi, in modo da poterla prevenire;
- molte persone che soffrono di schizofrenia e che hanno smesso di lavorare o di studiare possono tornare a tali attività, anche se talora ad un livello meno impegnativo, in imprese pubbliche o private o in cooperative sociali o essere inseriti in laboratori di avviamento professionale.