I sintomi più noti
I sintomi più noti, più comprensibili e spesso più frequenti sono:
- di tipo depressivo, costituiti da tristezza, incapacità di divertirsi, di avere interessi e di provare piacere, associati ad una visione negativa del sé (convinzione di valere poco), del mondo (il mondo è indifferente e ostile e chiede troppo) e del futuro (non ci sono o ci sono poche speranze che la situazione migliori). Nei casi gravi, ci può anche essere pericolo di suicidio;
- di ansia, fobia, panico. Chi ne soffre prova esagerate emozioni di allarme e di paura per eventi e situazioni comuni o per un possibile giudizio negativo degli altri o quando pensa ad eventi molto spiacevoli, traumatizzanti, del passato. Durante gli episodi di ansia possono essere presenti i cosiddetti sintomi neurovegetativi (palpitazioni di cuore, vertigini, secchezza della bocca, senso di soffocamento, sudorazione, tremori, accompagnati talora da senso di svenimento e paura di impazzire o di morire);
- di tipo ossessivo o compulsivo, caratterizzati dalla tendenza a ripetere più e più volte lo stesso gesto (per esempio lavarsi le mani, o controllare di avere chiuso la porta, o mettere in ordine) o a fare più e più volte lo stesso “rituale” (per esempio camminare non pestando le righe tra le piastrelle o girando ogni tanto su se stessi). La persona che ne soffre si rende conto che quello che fa è inutile e insensato, ma non può fare a meno di farlo per ridurre l’ansia che la prende. C’è anche chi soffre solo di pensieri ossessivi, non riesce, cioè, a scacciare dalla sua testa pensieri che non corrispondono al suo modo di essere e alle sue intenzioni;
- di tipo alimentare. L’anoressia è collegata alla convinzione errata di essere grassi e a alla paura eccessiva di ingrassare, la bulimia è caratterizzata da abbuffate, spesso seguite da vomito provocato, ad esempio introducendo delle dita a fondo nella bocca;
- di dipendenza da eroina, cocaina, alcol, altre sostanze o da attività quali il gioco da azzardo. Chi soffre di dipendenza passa gran parte del tempo nella ricerca della sostanza o sotto l’effetto della sostanza, ne deve prendere sempre di più per aver lo stesso effetto, trascura i propri doveri e gli altri interessi a causa della sostanza, sta male quando non la prende, ecc.;
- collegati a disturbi di personalità, ad esempio passare facilmente da una opinione esageratamene positiva di se stessi e di altre persone ad una esageratamente negativa, avere violenti e rapidi cambiamenti d’umore, volere a tutti i costi essere al centro dell’attenzione, ecc.